domenica 19 febbraio 2017

VPN alias come proteggersi dai ficcanaso...

 Se come me sentite il bisogno di installare una rete VPN su vostro Ubuntu (Linux) 16.04+ appunto qui i passaggi:

  1. installare openvpn e network-manager-openvpn-gnome e riavviare Ubuntu
  2. aprire un account con un server vpn, io ho scelto ZPN (regala 10Gb al mese di navigazione su VPN)
  3. Scaricare il file di configurazione .ovpn
  4. aprire Wi-fi setting -> Aggiungere VPN -> importa da file e selezionare il file .ovpn . Aggiungere username e password
  5. Abilitare la rete VPN e controllare se tutto funziona
  6. Potrebbe essere necessario disabilitare  WebRTC del browser

Enjoy!

venerdì 9 agosto 2013

Installazione Cyanogenmod 10.1 su GT-I9000 Galaxy S...e problemi vari *in corso*

Stamattina decido che è arrivato il momento di aggiornare il mio Samsung Galaxy S ad una versione di android più recente.
Scarico l'ultima cyanogenmod stabile 10.1.2 da qui: http://www.cyanogenmod.org/ specifica per il mio telefono, e seguo passo passo la procedura indicata nel wiki http://wiki.cyanogenmod.org/w/Install_CM_for_galaxysmtd

  • Download Semaphore's ClockworkMod Recovery, and the Heimdall Suite: 
    • Semaphore's ClockworkMod Recovery è il kernel Semaphore con la ClockModRecovery (modalità di recovery modificata a cui si accede con VolSu+Menu+Accensione)
    • Heimdall Suite è la suite da linea di comando multipiattaforma per flashare la rom
  • Power off the Galaxy S and connect the USB adapter to the computer but not to the Galaxy S.
  • Now boot the Galaxy S into download mode by holding down Home & Volume Down. Accept the disclaimer. After this insert the USB cable into the device. 
  • Place Semaphore's ClockworkMod Recovery file into the Heimdall directory.
  •  On the computer, open a terminal and run the following command from the Heimdall directory:
    heimdall flash --kernel zImage --no-reboot
    • Nel mio caso ho dovuto scrivere KERNEL tutto maiuscolo
  • A blue transfer bar will appear on the device showing the recovery being transferred.
  • You need now to manually reboot the phone into ClockworkMod Recovery mode by holding Vol Up & Vol Down & Power or Vol Up & Home & Power
Fin qui SEMBRAVA tutto bene...
  • Download the prebuilt release of CyanogenMod you wish to install.
  • Place the CyanogenMod rom .zip file on the root of the SD card
  • Boot to recovery mode on the device by holding Vol Up & Vol Down & Power or Vol Up & Home & Power.
  • Once the device boots into the ClockworkMod Recovery, use the physical volume buttons to move up and down. On most devices, the power button is used to confirm your selection, although for some devices the power button is used as a "back" button to go up one level, in which case the home button is used to confirm the selection. 
  • Select the option to wipe data/factory reset.
  • Select install zip from sdcard.
  • Select choose zip from sdcard.
  • Select the CyanogenMod file you placed on the sdcard. You will then need to then confirm that you do wish to flash this file. 
  • Once the installation has finished, return back to the main menu, and select the reboot system now option. The device should now boot into CyanogenMod.
 Riavvio e infatti parte la CyanogenMod...Putroppo però la scheda SIM non si aggancia alla rete. Leggo un po' in giro e provo a controllare il codice IMEI con *#06#. Andato. Non era presente più nessun IMEI.
Per fortuna trovo una discussione a riguardo:
http://www.androidiani.com/forum/modding-samsung-galaxy-s/288963-ripristinare-imei-no-backup-cartella-efs-10.html#post4337459
E infatti Flashando col firmware JV4 ripristino l'IMEI. Ora ci riporovo. Stavolta però faccio il backup della cartella efs...

sabato 6 luglio 2013

OpenGeek - quando evitare di fare articoli (di merda)

In questo periodo di parla tanto dei pessimi articoli che riescono a sfornare tanti giornalisti, e di come alcuni blogger invece riescano a fare degli ottimi pezzi. Ecco, oggi voglio far vedere che altri blogger riescono a fare degli articoli di merda, tanto che potrebbero essere assunti da alcuni giornali.

OpenGeek è un blog che tratta di GNU/Linux, Android, Windows e simili...a quanto pare non si sono riusciti a trattenere e hanno dovuto fare un bel articolo (di merda) sulla tossicità dei cellulari.

In questo articolo viene specificato che (cito):
  • Un aumento del 400% del rischio di contrarre tumori al cervello per adolescenti. Nel caso di bambini il rischio aumenta in quanto la calotta cranica non è ben sviluppata ed è ancora molto sottile
  • L’ uso del cellulare per più di 30 minuti al giorno, per un tempo di 10 anni aumenta notevolmente il rischio di contrarre tumore al cervello o neuroma acustico
  • Inibizione della fertilità maschile: produzione di sperma diminuita del 30% per gli uomini che usano spesso il cellulare
  • Le frequenze usate dai cellulari causano la formazione di radicali liberi all’ interno del corpo, che aumentano la possibilità di contrarre tumori
  • Stimolazione di infezioni e risposte allergiche/infiammatorie con conseguente nascita di piaghe, eruzioni cutanee e lesioni di vario tipo
  • Aumento della temperatura oculare, con conseguente perdita graduale della vista
  • Indebolimento del sistema immunitario
  • Causano disturbi del sonno e malattie come Parkinson e Alzheimer
E che ovviamente sono ancora in vendita per interessi economici.
L'articolo è fatto male perchè:
  1. non vengono indicate le fonti: dove hanno preso questi dati?! Se non vengono indicate le fonti è semplice inserire una notizia vera, con una mezza vera, con una assolutamente falsa, confondendo i lettori invece di informare
  2. Notizie False:
    • [...] Henry Lai, nel 1993 aveva da poco ultimato una ricerca dai risultati a dire poco sorprendenti: i ratti esposti per sole due ore alle onde del cellulare presentavano tratti di DNA interrotto [...] Poco tempo dopo un’ altro ricercatore, Jerry Phillips [...] aveva eseguito le stesse ricerche di Lai, ma su del DNA umano:  i risultati confermavano un danno del DNA esposto ai campi di frequenza del cellulare.
      • In PubMed  dove è contenuta tutta la letteratura medica scientifica (più o meno buona), dove si informano tutti i ricercatori, non c'è traccia di questi due signori e dei loro esperimenti. Quindi questa notizia è falsa. Purtroppo è difficile verificare le altre senza fonti.
  3. Cancellare i commenti: Avevo lasciato un commento critico in fondo all'articolo, (più soft di quello che ho scritto ora), che è stato cancellato senza batter ciglio. Questo per me sta solo ad indicare la mala fede dell'autore.
EDIT: il commento ora appare nella pagina del blog.

Come stanno i fatti:
L'agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che fa parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, a Maggio 2011, a causa della crescente presenza di prove che collegano l'uso del cellulare per lunghi periodi all'aumento delle possibilità di sviluppare particolari tumori, ha inserito le onde elettromagnetiche nella categoria 2b. Cosa vuol dire?
Le categorie sono queste:
Group 1 Cancerogeni per l'uomo 111 agenti

Group 2A Composti che molto probabilemte sono cancerogeni   65

Group 2B         Composti che sono possibili Cancerogeni per l'uomo 274

Group 3 Non classificabile come Cancerogeni per l'uomo            504

Group 4 Probabilmente non cancerogeno      1

Ma quindi l'articolo di OpenGeek aveva ragione?!
Eh no! L'articolo di OpenGeek tratta i cellulari come se appartenessero al 1 Gruppo. Invece nel gruppo 2B (che è due gruppi più sotto) mancano ancora molte prove ed esperimenti chiari per essere classificati come cancerogeni. Questi tipi particolari di esperimenti (associazione Uso Cellulare/sviluppo di tumore) sono molto complessi, e i tumori potrebbero svilupparsi a causa di altri motivi (non conosciuti).
Per esempio in questo articolo di aprile 2012 (presente su pubmed) hanno provato a ripetere gli esperimenti di associazione fra uso del cellulare e tumori del cervello, ma non hanno riscontrato questa associazione.

La situazione è complessa, e un articolo complesso crea una maggiore e migliore informazione...non come quelli di OpenGeek!



giovedì 13 giugno 2013

Antergos: Archlinux per tutti...

Sono alla ricerca di una distro da affiancare alla solida Ubuntu 12.04. Una distro costantemente aggiornata che mi faccia testare tutto il nuovo software.
Ho provato tra le altre Debian Sid e l'ho impallata 2 volte in 15 giorni (per distrazione mia), volevo testare Archlinux (una rolling release con un parco software enorme e aggiornato), ma l'installazione si è rilevata più complicata del previsto. Diciamo che il gap Ubuntu -> Archlinux è enorme.
Ho scoperto Antergos

(precedentemente era Cinnarch). Una derivata archlinux con l'installatore testuale facilitato (ha anche l'installatore grafico, ma è in fase alfa e si è bloccato subito).

Risultato: ho una derivata di Archlinux, compatibile con i repo di Arch (credo), installata facilmente.

Per chi è abituato a debian/ubuntu la prima differenza è il gestore pacchetti, in questo caso è pacman.
Inoltre l'utente non può usare il comando "sudo" per avere i permessi di root, e con l'utente root non si può navigare con il browser perchè poco sicuro (giustamente).
Come risolvere?!
Basta aggiugere l'utente ai "sudoers":
https://wiki.archlinux.org/index.php/Sudo_%28Italiano%29

martedì 11 giugno 2013

Installazione dei pacchetti per una debian base

Immaginate che state usando Debian Sid, volete installare un pacchetto e non vi accorgete che per fare questo vengono rimossi moltissimi pacchetti della vostra installazione base.
Su Ubuntu basterebbe installare il meta-pacchetto "ubuntu-desktop". Su Debian questo non esiste e la soluzione è indicata qui:
http://wiki.debian.org/it/Gnome#task

domenica 9 dicembre 2012

Riutilizzare Vecchi PC: Puppy Linux


Project 366: November 11th, Day 316
Odio le persone che buttano dei pc perchè sono "vecchi". Questo è un controsenso. Un pc non diventa vecchio, sono i nuovi software che aggiungendo novità (principalmente grafiche) hanno bisogno di computer con nuove caratteristiche.
Vi sto scrivendo da un PC con un processore P4 2.8 Ghz, 500 Mb di memoria RAM, una scheda madre AsRock P4i65g, una Radeon Mobility 9200 e un hard disk da 14Gb, assemblato a partire da PC "da buttare", trovati qua e la.
C'era installato sopra un XP che andava d'un lento che non vi dico.
Ho formattato e provato diverse distro linux, fra le altre:
  • Diverse vesioni Light di Ubuntu 12.04 (Xubuntu, Lubuntu, Badhi): andavano in kernel panic (forse il kernel 3 di linux non riconosceva qualcosa della scheda madre...)
  • Diverse versioni di Ubuntu 10.04 ma niente (anche questa in kernel panic)
  • VectorLinux 7: una distro che mi ha stupito, basata su Slackware, con XFCE, molto leggera, è partita e funzionava tutto. Nel momento in cui l'ho installata su Hard disk (facilissima da installare) al riavvio non funzionavano mouse e tastiera (da live sì). Forse un problema di Xorg (!?!). Ci siamo quasi, ma non avevo molta voglia di tribolare per trovare la soluzione. Sono andato oltre
  • Puppy Linux: l'avevo provata in passato, Fantastica! Parte da cd in pochissimo, si configura facilmente, leggerissima, alla fine salva tutti i settaggi su un file, su hard disk in modo che al prossimo ri-avvio da live cd è già tutto configurato. Ho provato la versione 5 precise ma quando partiva Xorg non funzionava (di nuovo) mouse e tastiera. Ho provato la versione 4.3.1 ed è partita senza problemi. Purtroppo i pacchetti per la versione 4 non sono aggiornatissimi, non ho trovato amule, non ho ben capito come funziona il gestore pacchetti.
Finalmente ho provato Ubuntu server 8.04: disponibile qui, i pacchetti di sicurezza saranno aggiornati fino ad aprile 2013, per chiunque abbia installato una distro l'installazione è semplicissima, tutto ha funzionato al primo colpo, è bastato un "sudo apt-get install" seguito da xorg e/o xfce4 xubuntu-desktop per avere un sistema ad interfaccia grafica ben funzionante, ho installato amule, trasmission, vlc, ssh e vncsever per avere un perfetto server/mediacenter in grado di scaricare, vedere film, ascoltare mp3 ed essere gestito da remoto (certo, ha firefox è 3.6, non si può installare dropbox o owncloud...ma non si può avere tutto no?! :D ).Spero questa guida possa servire a qualcuno.
Alla prossima...

domenica 18 marzo 2012

L' ABC per pubblicare un libro...anche on-line

Aggiornato 4/9/12

Books
Foto di shutterhacks

Le case editrici fanno grossomodo 2 cose:
  1. Stampano il tuo libro
  2. Lo pubblicizzano
Spesso (solo in Italia) viene chiesto all'autore un contributo economico, l'autore paga senza sapere che spesso verrà soddisfatto solo il primo dei due punti suddetti, il librò viene cioè stampato, ma nessuno lo compra perchè non è pubblicizzato.
Ho voluto creare una piccola guida su come possiamo auto-sostituirci alle case editrici, un fenomeno chiamato self publishing

Punto 1: Pubblicare il tuo libro.
Questa è la parte più facile, i siti più utilizzati per stampare il proprio libro sono lulu.com, youcanprint.it  e ilmiolibro.it. Il primo è un sito internazionale, gli altri 2 sono dei cugino italiani. Il procedimento è più o meno sempre lo stesso: ci si iscrive, inviare il proprio file PDF e la propria copertina e il libro sarà disponibile per la stampa. Il libro può essere associato ad un conto in modo che gli eventuali guadagni siano accreditati automaticamente.
Da quello che ho letto in giro le principali differenze sono:
  • lulu.com: trattiene solo il 20% dei guadagni, il resto è dell'autore; i libri non hanno il codice ISBN, quindi non può essere acquistato da una libreria.
  • youcanprint.it: trattiene invece l'80% dei guadagni, però ha il grande vantaggio di fornire il codice ISBN, quindi i libri sono acquistabili dalle librerie!!
  • ilmiolibro.it: la cosa più interessante di questo sito è che pagando circa 80 € il servizio fornisce il codice ISBN e viene aggiunto al catalogo della Feltrinelli per un anno. Dopodichè bisognerà rinnovare per gli anni successivi, ma il costo è minore.
Per quanto ne ho capito è possibile pubblicare il proprio libro contemporaneamente su lulu e su uno dei due siti italiani che forniscono il codice ISBN.

EDIT: Sul suo blog, l'antro del nerd, Adriano posta una guida su come pubblicare un libro su Amazon.

Punto 2: pubblicizzare il tuo libro.
Qui c'è la bella gatta da pelare! Le case editrici fanno pubblicità tramite radio, magari anche tv, cartelloni pubblicitari...noi dobbiamo compensare questa mancanza con i contenuti. Credo fermamente che il sistema "Prima acquisto, poi usufruisco" sia concettualmente sbagliato. E' più logico usufruire prima del prodotto e poi, se il prodotto ha raggiunto gli scopi richiesti, pagare.
Oggi internet permette questo. Io posso provare PRIMA un gioco, scaricandolo da internet, e poi, se mi è piaciuto, andarlo a comprare; lo stesso vale per film, musica, software e libri.
Per chi non l'avesse ancora capito sto parlando di consegnare il proprio manoscritto gratuitamente al pubblico, che lo leggerà, giudicherà e deciderà se deve vivere o morire.
  • Per prima cosa dobbiamo difendere la nostra creatura. Dobbiamo dichiarare univocamente che noi siamo gli autori del libro. Come si fa?! Basta registrarci su safecreative.org e caricare il libro. Questo dimostrerà che in tale data avevamo già depositato il nostro libro.
  • Il libro ora va pubblicato on-line, in modo che possa essere letto. Il servizio (secondo me) a cui bisogna assolutamente iscriversi è Wattpad. Wattpad permette (dopo essersi registrati) di pubblicare i propri libri e di farli leggere comodamente e gratuitamente dal PC/Tablet Android/Iphone/Ipad/Smartphone di turno. I libri sono divisi per argomento e possono ricevere un feedback.
  • Usare Internet per farci pubblicità: ora dobbiamo far sapere a più persone possibile che esiste il nostro libro e che hanno la possibilità di leggerlo gratis. Esistono diversi modi per farlo, e li dobbiamo attuare tutti!
    • Blog: se ne avete uno bisogna dedicare un post, meglio ancora una pagina intera, al nostro libro e lasciare una piccola pubblicità fissa nella homepage.
    • Facebook: Non ho facebook, ma è il social network più utilizzato al momento, quindi bisogna iscriversi (anche con uno pseudonimo) e farsi pubblicità.
    • Myspace: Per quanto non sia più in auge, myspace resta il social network degli artisti, è gli scrittori sono artisti...crearsi una pagina su myspace è un ottimo biglietto da visita
    • Youtube: Se abbiamo un canale su youtube che utilizziamo, aggiungiamo un bel link al nostro libro e...Ma sì...magari creiamo anche un'accattivante spot per il nostro libro..potrebbe funzionare.
    • Bookcrossing: Possiamo lasciare un libro su una panchina al parco, in un treno, all'università. Magari verrà letto e dato a qualcun altro, ed è un altro modo per farsi conoscere. Anche in questo caso, lasciate un bigliettino da visita con i link ai vostri social network o la vostra mail, e chiedete di lasciarvi un feedback.
    • Conoscete un bar letterario? Una biblioteca? Fate la faccia tosta e chiedete se potete lasciare un paio di copie cartacee, per chiunque voglia leggerle.
    • Qualsiasi altro mezzo vi venga in mente. Questo indicato fin'ora non è considerato spam, ma utilizzare dei social network per far conoscere il vostro prodotto. E' assolutamente controproducente invece intasare la mail delle persone che conoscete con il vostro libro, scrivere più e più e più volte su blog e forum altrui del vostro libro, etc...
  • Aprite un conto paypal. Fate arrivare al pubblico il messaggio che se il libro che hanno letto (e non hanno pagato) è piaciuto posso decidere di acquistarne una copia cartacea (descritta nel punto 1) o fare una donazione tramite paypal.
Cosa può capitare:
  1. Il mio libro non viene letto da nessuno
    • Non avete fatto una buona pubblicità. Rimediate. 
  2. Il mio libro viene letto ma ha dei feedback negativi.
    • Leggete i feedback e migliorate il libro se potete farlo. Altrimenti ritiratelo.
  3. Il mio libro viene letto, ha tanti feedback positivi, ma non viene acquistato
    • E' già un ottimo risultato! Questo fa curriculum e potete andare a bussare ad una casa editrice.
  4. Il mio libro è letto, ha tanti feedback positivi e sto guadagnando
    •  I miei complimenti!!! ;)
P.S. Pensate che questa guida sia utile? Pensate sia una vera mer*a? Ci sono delle imprecizioni? Fatemelo sapere nei commenti!

Fonti: Paroledimusica, Disinformatico, Pennablu